La pandemia e i suoi risvolti caratteriali

May 5, 2020

 

Tante sono le reazioni che possono scaturire dalla situazione di quarantena e dalla paura per il virus in sé.
Queste reazioni possono essere funzionali (sono adattive, permettono all’individuo di ambientarsi in una determinata situazione e di viverla nel modo migliore):
-Paura come forma di attivazione: La paura e l’ansia ci sono. Non siamo supereroi che non temono nulla, ma la paura che proviamo è funzionale, ovvero essa ci permette di mettere in atto delle azioni che ci proteggeranno. È una forma di attivazione che consiste nell’essere più cauti e nel seguire le norme che ci vengono indicate.
-Criticità e attenzione alle informazioni: Tutte le notizie verranno esaminate valutando bene la fonte ed il tipo di informazione. Questo permetterà di essere maggiormente sereni.

Le reazioni saranno invece disfunzionali (portano ad un disadattamento alla situazione che viene vissuta male e la vita di tutti i giorni viene cosi pesantemente compromessa) se:
-Ansia e paura sono incontrollabili: In questo caso non si limitano alla semplice attivazione funzionale, ma diventano ingestibili. Possono portare ad attacchi di panico, insonnia, comportamenti eccessivi controllanti ed ossessivi (per esempio pulizia esagerata).
-Possono anche insorgere lo stress post traumatico e altri tipi di disturbi emotivi. Dalla depressione, ai disturbi dell’umore, all’irritabilità. I più colpiti in questo caso saranno i medici ed il personale ospedaliero in prima linea in quanto a rischio Burn out. Sono comunque a rischio anche gli anziani, le persone con malattie croniche e chi ha già un disturbo mentale perché si sentono più vulnerabili.
-A causa della quarantena vi sarà un aumento degli stressor (stimoli fonte di stress) dovuti a: durata della quarantena, paura di venire contagiati o di contagiare i propri cari, noia, frustrazione, mancanza di beni di prima necessità (alimentari e non), mancanza di libertà, mancanza di certezze, perdite economiche e paura per la ripresa economica del paese, paura dello stigma sociale.

Si può facilmente notare (soprattutto grazie ai social) come da questa situazione emergano diversi tipi di personalità che in situazioni normali rimarrebbero celati o non evidenti:
-Il complottista: il virus è stato creato da cinesi, russi, americani ecc … Dietro a questa pandemia deve esserci per forza la mano umana e per forza una volontà di distruggere i propri simili. Spesso è un tipo di difesa a livello psicologico perché trovare un colpevole rassicura e fa sentire la situazione più “controllabile”.
-Il catastrofista: è un pessimista convinto. Da questa situazione ci vorranno anni per uscirne. Quando si uscirà dalla crisi sanitaria si avrà sicuramente una crisi economica devastante. Si esprime sempre con una certezza assoluta relativamente a questi eventi negativi, se gli si farà notare questa negatività probabilmente negherà e dirà di essere tranquillo. I pensieri di questo tipo però alimenteranno l’ansia sua o di amici e parenti più fragili.
-Menefreghista: Se ne frega delle regole imposte, pensa che tanto lui non rischia di essere contagiato anche se non usa nessun dispositivo di protezione o nessuna limitazione. In questo caso manca una sana percezione del pericolo esponendo l’individuo ad un rischio più elevato.
-Ipercontrollante: Non solo controlla tutto, ma controlla pure gli altri. Chi esce e perché esce. Spesso è arrabbiato con tutti perché pensa di essere l’unico a seguire le regole (che però segue in maniera troppo rigida). Spesso si scatena sui social insultando intere categorie (dai runner ai genitori a passeggio con i bimbi e con chi porta a spasso il proprio cane).
-Ipocondriaco: Vede il virus ovunque. Ha una paura estrema del contagio che lo porta a non uscire se non per necessità e a lavarsi ossessivamente anche quando non c’è bisogno.
-Ottimista: La pandemia prima o poi passerà, il virus passerà e torneremo presto ad abbracciarci. Se associato ad una giusta quantità di precauzioni e di rispetto per le regole è il modo migliore per affrontare tutta la situazione in quanto permette di vivere un momento storico già di per sé stressante di modo quanto più tranquillo. 


In conclusione vi consiglio di essere quanto più positivi, di lasciar perdere quello che fanno le altre persone e di concentrarvi sul vostro benessere. Spesso dico che è meglio essere ottimisti proprio perché essendo una situazione in cui non possiamo fare nulla ad essere pessimisti non ci guadagniamo nulla.
Se il disagio fosse troppo forte per superarlo da soli è bene contattare uno psicoterapeuta (molti professionisti fanno sedute via telefono e via skype inoltre anche il ministero della salute ha attivato un servizio telefonico). 

 

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