I bambini e lo sport

May 13, 2019

 

Quanto può essere importante lo sport per i bambini? E da quale età è bene iniziare? Queste sono alcune delle domande che molti di noi si fanno appena diventano genitori.
Lo sport è senza alcun dubbio fondamentale a qualsiasi età sia perché permette di avere tutta una serie di vantaggi a livello fisico e motorio sia perché comporta numerosi vantaggi anche a livello psicologico. Le attività sportive aiutano i bambini a crescere in modo armonico, agevolano le relazioni con i compagni e favoriscono il confonto e la competizione.
La nostra è un epoca in cui sono prevalenti la sedentarietà ed il cibo eccessivo o spazzatura, un modo per aiutare i più giovani a mantenere uno stile di vita sano è proprio attraverso lo sport. Visto che ogni età ha i propri problemi e le proprie risorse sarà necessario valutare man mano che il bambino cresce cosa è meglio per lui. Ad esempio in età prescolare (dai 3 anni) sono da preferire attività di gioco-motricità come la corsa ed il salto affiancate dal nuoto. L’ideale è un’attività generica, ma completa che metta in moto il grosso dei muscoli e che possa facilitare nello sviluppo della coordinazione neuromucolare. Le attività di gioco-motricità da preferire sono quindi la corsa, il salto e anche afferrare oggetti. Se possibile è opportuno portare il bambino anche a nuoto. Grazie al nuoto il bambino si muoverà in acqua con facilità e senza timore. Non scordiamoci inoltre che l’Italia è un paese circondato in massima parte dal mare e quindi saper nuotare è quasi un dovere oltre che una sicurezza in più.
In età scolare sarà ottimo per vostro figlio particare più attività sempre con lo spirito del gioco e della competizione. Nella prima parte dell’età scolare (6 a 9 anni) è consigliabile una attività fisica aspecifica. Il bambino deve sperimentare varie attività che possono piacergli e con uno spitiro di gioco piuttosto che di competizione. La palla è un elemento indispensabile di gioco, i giochi preferiti saranno il calcio, la pallavolo, il rugby o anche il basket. Essi permettono al bambino, divertendosi, di avere anche uno sviluppo armonico. Nella seconda parte, dai 9 ai 12 anni, si potrà introdurre il concetto di competitività concentrandosi su una attività singola e specializzandosi su quella. Il gioco diventa quindi un affare serio, però i genitori e gli allenatori non devono caricare il bambino di responsabilità più grandi di quelle dell’età e non bisogna esagerare con le aspettative.
Anche in adolescenza lo sport è molto importante sia a livello sociale che psicologico. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Biological Psychiatry: Cognitive Neuroscience and Neuroimaging la partecipazione agli sport di squadra è correlata con una minore probabilità di depressione nei teenager e a modificazioni nella struttura del loro cervello. Secondo la ricercatrice Lisa Gorham, che ha condotto questo studio, “il coinvolgimento nello sport, ma non in attività come la musica o l’arte, è correlato a un aumento del volume dell’ippocampo e alla riduzione della depressione nei giovanissimi”. Questo collegamento è presente soprattutto in chi faceva parte di squadre scolastiche e associazioni sportive rispetto a chi aveva impegni informali a livello sportivo, questo è dovuto probabilmente al fatto che vi è una maggiore interazione sociale o regolarità dovuta al lavoro in team.
Non dimentichiamoci che lo sport oltre ad essere utilissimo per questioni di salute fisica e psicologica deve essere in primis un divertimento per i ragazzi. 

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