Videogiochi si, videogiochi no? Possono danneggiare i nostri figli?

March 7, 2019

 

È sempre molto acceso il dibattito relativo ai videogiochi. Essi possono danneggiare i bambini? Ormai la tecnologia è tra di noi e per giocare ad un videogioco non c’è più bisogno di un televisore e di attrezzature pesanti e statiche. Si può giocare ovunque perché i dispositivi sono sempre più leggeri ed i giochi disponibili anche su cellulari e tablet. Cerchiamo di capire un pò meglio i pro e i contro dei videogiochi con l’aiuto delle neuroscienze. 

Pro:
Secondo alcune ricerche l’uso dei videogiochi, soprattutto se d’azione, potrebbe migliorare la capacità di attenzione ed elaborazione visiva, la memoria di lavoro spaziale e visiva con benefici in condizioni di dislessia. Altri studi hanno sottolineato che giocare rafforzerebbe una vasta gamma di abilità cognitive come la navigazione spaziale, il ragionamento, la memoria e la percezione. Una meta-analisi del 2013 ha sottolineato come giocare a giochi in cui si spara migliorerebbe di pensare in tre dimensioni (solo per questo tipo di giochi e non per i giochi di ruolo o i puzzle). I videogiochi aiuterebbero anche a sviluppare le capacità di problem solving, sempre secondo uno studio longitudinale del 2013 più il ragazzo sosteneva di aver giocato con giochi strategici (videogiochi di ruolo) più sono migliorate le abilità di problem solving e i voti a scuola nell’anno successivo. Anche la creatività dei bambini viene arricchita dai videogiochi, ma questo non avviene se per giocare ai videogiochi usano altre forme di tecnologia come il computer o il telefono. I giochi semplici e di facile utilizzo permettono anche di migliorare l’umore del giocatore, favorire il rilassamento ed evitare l’ansia.
I videogame potrebbero essere utili anche nell’apprendimento della resilienza di fronte al fallimento. La resilienza emotiva si sviluppa perché si imparerebbe a perdere quando si gioca.
Inoltre giocare con i videogiochi non isolerebbe, ma anzi permetterebbe la socializzazione. È stato di mostrato che più del 70% dei giocatori gioca con un amico. In tutto il mondo milioni di persone giocano ai giochi virtuali collettivi (per esempio “Farmville”) e questi giochi diventano delle vere e proprie comunità sociali virtuali in cui si impara a capire di chi ci si può fidare e di chi no, come prendere decisoni di gruppo e altre abilità utili a livello sociale. Abituano inoltre a gestire obiettivi e sotto-obiettivi
Favoriscono anche la coordinazione oculo-motoria (i ragazzi coordinano le mani sulla tastiera in base a quello che vedono sullo schermo); stimolano i processi mentali; favoriscono l’intuizione e l’abilità di prendere decisioni rapidamente; favoriscono l’aumento dell’autocontrollo e della gestione delle emozioni

Contro:
I dati scientifici non sono univoci, ma contrastanti. Secondo alcuni studi l’uso dei videogiochi favorirebbe l’aggressività nei bambini e negli adolescenti. Da un altro lato L’American Psychological association definisce i dati ad oggi disponibili insufficienti per dimostrare l’esistenza di un chiaro collegamento tra l’uso dei videogiochi e comportamenti aggressivi o perfino violenti da parte dei ragazzi. È stato però dimostrato che l’uso eccessivo dei videogiochi può portare ad una vera e propria dipendenza con la possibilità di avere comportamenti di astinenza se il bambino viene privato del gioco. Secondo alcune ricerche i videogiochi porterebbero a rendere i giovani intellettualmente pigri. Il problema dei videogiochi è che vengono usati troppo e in modo scorretto. Possono quindi portare a problematiche fisiche (sedentarietà e problemi di vista), incapacità di distinguere tra realtà e finzione, stanchezza mentale (con ricadute sul rendimento scolastico), riduzione delle attività sociali.

In generale le ricerche mettono in evidenza come l’impatto relativo all’uso dei videogiochi sullo sviluppo cognitivo dipenda dall’età del bambino, dalla quantità di tempo dedicata, dal contenuto del gioco e dal contesto sociale. Sicuramente non bisogna demonizzare i videogiochi, ma neanche proporli con troppa leggerezza. Non farli usare prima dei 6 anni di età, non più di 30/60 minuti al giorno e sempre comunque sotto i controllo di un adulto. Come in tutte le cose non bisogna esagerare. Non è l’uso in sé ad essere dannoso, bensì l’uso scorretto ed eccessivo. 

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