Il sonno condiviso e i suoi vantaggi

December 10, 2018

 

 

Chi ha un figlio lo sa, molto spesso può capitare che dorma nel lettone con i genitori. Può accadere per questioni pratiche (allattamento al seno per i neonati) o di stanchezza (spostarlo nel cuore della notte nel suo lettino quando fa freddo non è piacevole né per il bambino né per il genitore). Quello del sonno condiviso però è un argomento tabù che non viene accettato da molti. Se ammettiamo che nostro figlio di 2 anni dorme con noi veniamo subito definiti irresponsabili e pessimi genitori perché inevitabilmente ed inesorabilmente nostro figlio “prenderà il vizio" e dormirà con noi per sempre. Ma vediamo per quale motivo il ‘bed sharing' non va demonizzato.
Varie ricerche scientifiche indicano la tendenza innata e strutturata della memoria dei nostri geni che ci spingerebbe a condividere il letto, in quanto funge da rassicurazione naturale sia per l'adulto che per il bambino. I cuccioli di essere umano sono geneticamente preparati per dormire in compagnia (per gli animali il sonno è un momento di fragilità e in nostri geni ci spingono a rimanere svegli se ci sentiamo minacciati). Dormire con i propri bambini rientra tra le cure primarie, esse prevedono la vicinanza del bambino con la madre. Il sonno condiviso non è un vizio, ma una condizione necessaria per la sopravvivenza della specie ed è inoltre una condizione presente nella maggior parte dei mammiferi. Nonostante queste ricerche la maggior parte dei pediatri, esperti o consulenti di qualsiasi tipo scoraggia il sonno condiviso.
Precisiamo una cosa, quando si parla di sonno condiviso non si intende per forza che anche il letto è condiviso. Spopolano le culle che si attaccano al letto dei genitori o se il bambino è un po' più grande si può usare quello che viene chiamato side-bed ovvero un letto aggiuntivo unito a quello dei genitori. Con il termine co-sleeping si intende tutte le situazioni in cui l'adulto (nella maggior parte dei casi la madre) dorme abbastanza vicino al figlio per poter rispondere ai suoi segnali di richiesta di aiuto e di attenzione durante la notte. Si parla invece di bed-sharing quando viene condiviso il letto e room-sharing quando viene condivisa la stanza da letto. Bisogna capire se ai genitori fa piacere praticare questa forma di condivisione indipendentemente da quanto dettato dalla cultura di appartenenza. In tal caso essi non si devono sentire in colpa o limitare il proprio istinto. “Il fatto stesso di accettare i bisogni del bambino può aiutarvi a prendere atto che non lo state viziando, né che il vostro ménage familiare verrà da lui intaccato se gli permettete di dormire con voi"(Sears W.)

Vantaggi del sonno condiviso:

-Prevenzione della SIDS ovvero sindrome da morte improvvisa del lattante (morte in culla o morte bianca). La presenza della mamma contribuisce alla regolazione delle funzioni biologiche del bambino.
-Protezione immunologica: permette un maggior numero di poppate durante la notte. Di conseguenza il bambino assumerà un maggior numero di sostanze presenti nel latte materno che rinforzeranno le difese immunitarie.
-Aumento degli ormoni: L'allattamento notturno stimola un aumento della produzione di prolattina e questo può portare ad un aumento della sensibilità della madre verso il figlio.
-Armonia del respiro: La madre è per il bambino come un “metronomo” respiratorio, gli ricorderebbe di respirare e in più sentire il respiro calmo della mamma vicino permette al bambino di regolare il suo stesso respiro.
-Tatto e respirazione: La pelle e le sue terminazioni nervose stimolano, con il contatto tra il corpo della madre e quello del bambino, la respirazione del bambino.
-Sonno REM: i bambini che dormono con i genitori trascorrono più tempo in fase REM quindi la concentrazione di ossigeno nel sangue sarà più alta e la reazione di risveglio, nel caso di disturbi respiratori, più efficace.
-Regolazione termica: Il calore del corpo materno aiuta il bambino a regolare la propria temperatura corporea e la respirazione (essa diminuisce con il freddo).

Il sonno condiviso non rappresenta un pericolo per i bambini se si seguono alcune precauzioni :

-Genitori obesi, fumatori o che assumono alcool o droghe non dovrebbero dormire con i propri figli.
-Non ci devono essere spazi o varchi tra i materasso e il bordo del letto.
-Vicino al viso del bambino non ci devono essere cuscini soffici o coperte.
-Non ci deve essere spazio tra letto e muro per evitare che il bambino rotoli e rimanga intrappolato.
-Il bambino deve sempre dormire pancia sopra (no pancia sotto o di lato).

È giusto che ognuno decida di prendersi cura del proprio figlio e di accorrere alle sue richieste come meglio crede e senza farsi influenzare da ciò che dicono vicini, parenti o amici. Le mamme e i bambini hanno bisogno di stare vicini, è un bisogno fisiologico e né giova sia la qualità del sonno, che il benessere psicofisiologico di entrambi.
 
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