Il gioco d'azzardo, nuovo pericolo per i più giovani

November 15, 2018

 

 

 

 

 

Preoccupanti i dati dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesu secondo i quali sono sempre più a rischio di dipendenza dal gioco d’azzardo non so

 

lo gli adulti, ma anche gli adolescenti. La dipendenza da gioco d’azzardo rientra nella stessa categoria diagnostica delle dipendenze da sostanze dato che presenta le stesse caratteristiche.

Vi chiederete come fanno dei ragazzi dai 13 ai 17 anni ad avvicinarsi cosi precocemente al gioco d’azzardo. Uno dei fattori facilitanti sono proprio le app sempre più presenti su tutti i dispositivi utilizzati dai ragazzi e i siti internet che consentono un accesso rapido e facile ai giochi. L’Ospedale Pediatrico ha stilato una lista con i consigli per riconoscere e affrontare questo problema. Spesso infatti genitori ed insegnati non sono in grado di riconoscere i primi segnali lanciati dai giovani a rischio, o nel momento in cui li rilevano non sanno come reagire.

Intanto bisogna riuscire ad individuare il limite tra gioco ed abuso. Parliamo di abuso se il gioco d’azzardo diventa la principale (e avvolte esclusiva) attività della giornata, associato ad ansia, irritabilità e tristezza. Se poi il ragazzo non può giocare il limite viene oltrepassato portando a rabbia e comportamenti aggressivi.

Come in tutte le dipendenze elementi caratterizzanti sono:

- il craving (il desiderio improvviso e incontrollabile di giocare. I comportamenti messi in atto dal ragazzo hanno l’unico scopo di accedere al gioco)

- l'astinenza (si soffre per il non poter giocare. I ragazzi proveranno una sensazione di irrequietezza associata a sintomi fisici e psicologici. L’astinenza si presenta quando vengono ridotte le ore di gioco d’azzardo)

- l'assuefazione (il ragazzo avrà necessità di aumentare progressivamente le ore di esposizione. In altre parole le ore trascorse a giocare non producono più lo stesso appagamento e quindi vanno aumentate e/o va aumentata la posta in palio)

- il gambling (la tendenza a sovrastimare la propria abilità di calcolo delle probabilità e a sottostimare l'esborso economico che porterà ad una vincita)

La dipendenza da gioco d’azzardo deriva da tre fattori:

-          Biologici: I circuiti cerebrali che guidano il comportamento iniziano a rispondere come se il gioco diventasse indispensabile alla sopravvivenza.

-          Psicologici: Si sottolinea una scarsa capacità di autocontrollo.

-          Ambientali: Il contesto socio economico in cui vive il ragazzo, la possibile esposizione ad eventi stressanti, la familiarità con le dipendenze e con altre patologie psichiatriche.

Per prevenire questo disagio il ruolo della famiglia e della scuola sono fondamentali, i genitori e gli insegnati devono essere capaci di intercettare i segnali relativi ad una possibile dipendenza. Fare attenzione a: il ragazzo è continuamente interessato al gioco d’azzardo, le capacità di controllo si riducono, inizia a disinteressarsi allo studio, perde l’interesse per le attività ricreative, ha frequenti assenze ingiustificate, il rendimento scolastico ha un calo, possono comparire ansia, irritabilità o aggressività, le bugie sono dilaganti, possono esservi furti in casa, compaiono i disturbi del sonno.

Secondo gli specialisti del Bambin Gesù "i genitori e insegnanti dovranno informare e sensibilizzare i ragazzi rispetto al fenomeno, aiutandoli a comprendere i pericoli, anche molto gravi, della dipendenza, ma senza utilizzare toni proibizionistici e giudicanti".

Uscire dal tunnel della dipendenza è possibile, gli interventi terapeutici possono essere di diversi tipi:

-          Farmacologico: Alcuni farmaci, come gli antidepressivi di nuova generazione (SSRI) agiscono sulla compulsione. Altri farmaci (litio) stabilizzano il tono dell’umore. I farmaci comunque possono essere utili se associati ad una psicoterapia (che è il perno dell’intervento).

-          Psicoterapeutico: Gli incontri possono essere individuali, familiari o di gruppo. L’obiettivo di tutti è quello di creare un’alleanza con il paziente per rinforzare la motivazione e l’adesione al trattamento.

-          Comportamentale: Si daranno, durante l’intervento, delle indicazioni comportamentali da seguire per proteggere il paziente dal contatto con l’esperienza del gioco d’azzardo (evitando luoghi o situazioni a rischio) e cercando di condurlo ad un aumento di consapevolezza sul problema.

-          SERD: Nei casi più gravi potrà essere utile rivolgersi ai SERD ( servizi socio-sanitari assistenziali per le dipendenze).

 

PER APPROFONDIMENTI:

http://www.ospedalebambinogesu.it/documents/10179/1256823/La+guida+sulla+dipendenza+del+gioco+d%27azzardo+di+%27A+scuola+di+salute%27/4b7a922b-ced1-4f9e-8e4e-4d083923a996

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