È GIUSTO NASCONDERE AI BAMBINI I LITIGI TRA GENITORI?

March 31, 2018

 

È sbagliato litigare davanti ai propri figli? Esistono articoli, decaloghi, istruzioni su perché evitare i litigi davanti ai bambini e come fare a nasconderli. Non è facile evitare di litigare, una litigata può sempre scappare e non litigare per poi serbare rancore può creare altri problemi. Siamo esseri umani e spesso siamo stanchi a causa del lavoro o dei nostri numerosi impegni. Le nostre giornate sono frenetiche e a volte basta una critica, un’incomprensione, una mancanza da parte del nostro partner per scatenare una lite.
I litigi, soprattutto se sappiamo che sfoceranno in verbalizzazioni violente, sarebbe meglio evitarli davanti ai bambini. Non dico di evitare del tutto le discussioni e di sottostare alle critiche o a ciò che non ci sta bene. Le discussioni ci saranno sempre ed è giusto cosi, l’ideale sarebbe che diventino un momento di crescita e di riflessione. Quando c’è un litigio i bambini in età prescolare non capiscono ancora bene cosa stia succedendo. Avendo un pensiero ancora egocentrico potrebbero pensare di essere la causa di tale litigio. Nella maggior parte dei casi non faranno nulla perché, soprattutto se non hanno fratelli maggiori a cui far riferimento, non sanno effettivamente cosa fare.
Spesso tendiamo a tagliare le discussioni fin dal loro inizio per evitare di turbare i bambini. Ma uno sguardo tagliente, una mezza parola o addirittura il silenzio parlano più di mille parole. I bambini, che sentono soprattutto attraverso le emozioni, saranno turbati ugualmente anzi capiranno ancor meno cosa sta succedendo. I bambini più piccoli basano tutto sulle percezioni e sulle emozioni. Analizzano in maniera molto efficace l’ambiente che li circonda e sono abilissimi ad interpretare la comunicazione non verbale con tutta la connotazione emotiva che c’è dietro. Il rancore represso può sconvolgere i bambini anche più di una litigio ad alta voce, come messo in evidenza dall’articolo “How Passive Aggression Hurts Children” pubblicato su The Atlantic. Esso infatti sottolinea come i conflitti irrisolti (espressi verbalmente o meno) tra due genitori possono mettere a rischio la sicurezza emotiva dei bambini, oltre ad aumentare il rischio che si sviluppino patologie come la depressione, l’ansia, il ritiro sociale e l’aggressività. I bambini potrebbero inoltre manifestare sintomi di sofferenza, rabbia ed ostilità e maggiori conflitti con i compagni.
L’importante non sarà quindi evitare del tutto i litigi, impresa impossibile! Inoltre i conflitti sono anche utili al buon funzionamento di una coppia, proprio perché essendo due individui distinti e con opinioni diverse i litigi possono servire per mettersi a confronto. Il punto centrale è come questi litigi vengono affrontati e risolti.
I genitori devono cercare di:
- esprimere le proprie emozioni.
- gestire il conflitto in maniera costruttiva anche grazie ai compromessi.
- cercare di comprendere anche il punto di vista dell’altro (anche a livello emotivo)
- riuscire ad usare l’abilità di problem solving.
Se i genitori riusciranno a fare tutto ciò il messaggio trasmesso ai figli sarà di una emotività positiva che porta ad una risoluzione di un conflitto che avviene congiuntamente tra i due partner. Questo tipo di risoluzione elimina o quantomeno attenua l’impatto negativo che porta con sé il litigio. In questo modo i bambini impareranno che un litigio si può risolvere anche in maniera funzionale e sana (impareranno un’abilità che sarà loro utile per tutta la vita). Una risoluzione costruttiva dei conflitti tra genitori avrà effetti sui comportamenti internalizzanti dei bambini (come tendenze all’ansia, alla depressione o all’isolamento) portando a rinforzare la loro sicurezza emotiva (Cummings et al., 2015). Come sottolinea proprio Cummings far vedere ai bambini come risolvere in maniera costruttiva un conflitto è il modo migliore per aiutarli e non facendo finta che vada tutto bene (i bambini si rendono conto che qualcosa non va).
Per gestire i conflitti in maniera costruttiva Gordon ha creato “il metodo senza perdenti” che si basa su rispetto e parità. Vediamo alcuni consigli per affrontare i litigi. È fondamentale accettare l’altro, il messaggio di accettazione passa sia dal verbale che dal non verbale (postura, gestualità, volto). Se l’altro si sente accettato aumenterà l’autostima e il senso di autocontrollo e quindi la sensazione di poter condividere i sentimenti ed i problemi in libertà. Il metodo senza perdenti di Gordon prevede 6 tappe:
1) IDENTIFICAZIONE E DEFINIZIONE DEL CONFLITTO.
2) INDIVIDUAZIONE DELLE POSSIBILI SOLUZIONI (utile usare il brainstorming)
3) VALUTAZIONE CONGIUNTA DELLE SOLUZIONI EMERSE.
4) SCELTA DELLA SOLUZIONE PIÙ CONVENIENTE ED ACCETTABILE PER ENTRAMBI.
5) PROGRAMMAZIONE ED ATTUAZIONE DELLA DECISIONE PRESA STABILENDO RUOLI, MANSIONI E TEMPI.
6) RIVALUTAZIONE DELLA DECISIONE PRESA IN UN SECONDO MOMENTO ED EVENTUALMENTE VALUTAZIONE DI UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA.
Utilizzando questo metodo si cerca di risolvere il conflitto attraverso un vero e proprio PROBLEM SOLVING tramite la partecipazione, la negoziazione e la responsabilità condivisa. Utilizzare questo metodo è un ottimo insegnamento anche per i nostri figli che impareranno cosi fin da piccoli a gestire i conflitti in maniera costruttiva.

- Cummings, E. M., Miller-Graff, L.E., Bergman, K.N. (2015). Effects of a Brief Psychoeducational Intervention for Family Conflict: Constructive Conflict, Emotional Insecurity and Child Adjustment. Journal of Abnormal Child Psychology
- Gordon T. (1997) Genitori efficaci, Ed, La Meridiana.
- Lamothe C. (2016) “How Passive Aggression Hurts Children”.The Atlantic Daily. 

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