TEORIA DELL’ATTACCAMENTO DI JOHN BOWLBY

February 27, 2018

 

Nell'ultimo articolo (L’educazione ad alto contatto 21/2/2018 ) vi avevo promesso che avrei approfondito la teoria dell’attaccamento di Bowlby. Questa teoria è uno dei fondamenti della psicologia ed è molto importante. Grazie ad essa si sottolineata finalmente l’importanza dell’attaccamento nello sviluppo della personalità di un individuo.

Si ha un comportamento di attaccamento quando una persona (in genere il bambino) ottiene o mantiene la vicinanza nei confronti di un’altra persona (la figura di attaccamento che in genere è la madre) giudicata in grado di affrontare il mondo in modo adeguato. Secondo Bowlby una madre che prende in braccio il proprio bambino che piange sta mettendo in atto la risposta più adeguata alla situazione. Egli afferma che il legame tra madre e bambino non si basa solo sulla richiesta di nutrimento, come affermato in altre teorie, ma si basa anche sul riconoscimento delle emozioni. L’attaccamento riveste un ruolo fondamentale nelle relazioni tra esseri umani e un corretto attaccamento alla madre (o alla figura di attaccamento) favorirà uno sviluppo equilibrato della personalità.

La  teoria dell’attaccamento di Bowlby prende spunto dagli studi etologici sull’imprinting e dagli esperimenti di Harlow con i macachi Rhesus.  Grazie agli esperimenti condotti sui piccoli di scimmia Harlow aveva dimostrato come anche per le scimmie era più importante il contatto ed il calore, rispetto al nutrimento. Dovendo scegliere tra una finta scimmia fredda ed in metallo, ma con un biberon, ed una senza biberon, ma avvolta in una stoffa morbida, spugnosa e pelosa essi sceglievano la seconda. I cuccioli di scimmia passavano fino a 18 ore al giorno attaccati alla finta scimmia morbida.

 

Le fasi di sviluppo del legame di attaccamento sono 4 secondo Bowlby:

 

  • Dalla nascita alle otto-dodici settimane: il bambino non è in grado di discriminare le persone che lo circondano riesce però riconoscere, attraverso l’olfatto e l’udito, la propria madre. Successivamente, il bambino riuscirà a mettere in atto modi di relazionarsi sempre più selettivi, soprattutto con la figura materna;

  • Sesto - settimo mese: il bambino riesce a discriminare in maggior misura le persone con le quali entra in contatto.

  • Dal nono mese: a questo punto l’attaccamento diventa stabile e tangibile, richiama l’attenzione della figura di attaccamento. Essa diventa la base sicura grazie alla quale esplorare l’ambiente, ricercando sempre  protezione e consenso.

  • Il comportamento di attaccamento rimane saldo fino ai tre anni A questa età il bambino riuscirà  a rimanere tranquillo e a sentirsi sicuro anche in un ambiente sconosciuto in presenza di figure di riferimento secondarie. Riesce anche a mantenere la certezza che la figura di riferimento tornerà sempre.

 

Quando Bowlby fa riferimento alla BASE SICURA, concetto elaborato nel 1969, fa riferimento al fatto che la madre e la relazione con essa sono come una base da cui allontanarsi per esplorare il mondo. Il bambino si allontana da questa base per poi tornarci (soprattutto quando si sente minacciato o ha paura) in modo da poter ottenere sicurezza e conforto.

Negli anni 60 Mary Ainsworth ideò la procedura sperimentale della STRANGE SITUATION. I bambini si trovano in una stanza con la mamma ed un estraneo. La mamma li lascia soli e dopo un po’ torna. Durante la Strange Situation si osservano i comportamenti e le emozioni dei bambini in presenza della mamma, nel momento della separazione, in presenza dell’estraneo e al momento del ricongiungimento con la mamma.

In prima istanza, grazie alla strange situation, sono stati individuati tre stili di attaccamento:

 

- STILE SICURO: Il bambino prova fiducia verso la figura di attaccamento e si affida ad essa sia in situazioni normali che di pericolo. Il bambino si sente libero di esplorare il mondo. Si ha questo stile di attaccamento quando la figura di attaccamento è attenta ai segnali del bambino, disponibile e pronta a fornire protezione nel momento in cui il bimbo lo richiede.

Tratti distintivi: sicurezza nell’esplorazione del mondo, certezza di essere amabile, capacità di sopportare distacchi anche lunghi, assenza di paura dell’abbandono, fiducia nelle proprie ed altrui capacità.

Emozione prevalente: GIOIA.

 

- STILE INSICURO EVITANTE: Il bambino è sicuro che alla sua richiesta di aiuto non riceverà la disponibilità della figura di attaccamento, anzi è anche sicuro che verrà rifiutato. Il bambino fa quindi affidamento solo ed esclusivamente a se stesso. Egli ricerca l’autosufficienza anche a livello emotivo e cosi potrebbe costruire un falso Sé. Si ha uno stile di attaccamento insicuro evitante quando la figura di attaccamento respinge costantemente il bambino ad ogni richiesta di conforto o protezione.

Tratti distintivi: Insicurezza nell’esplorazione del mondo, certezza di non essere amato, percezione di “prevedibilità” della separazione, propensione ad evitare le relazioni per paura del rifiuto, apparente fiducia solo in se stessi ed assenza di richieste di aiuto.

Emozioni predominanti: TRISTEZZA e DOLORE.

 

- STILE INSICURO ANSIOSO AMBIVALENTE: In questo caso il bambino non è sicuro che la figura di attaccamento sia disposta a rispondere alla sua ricerca di aiuto o conforto. Il bambino infatti esplora il mondo in modo ansioso ed insicuro e quando viene separato dalla mamma prova angoscia. Si ha uno stile di attaccamento insicuro ansioso ambivalente quando la figura di attaccamento non è sempre disponibile alle richieste del bambino (lo è in maniera discontinua) e quando ci sono frequenti separazioni o minacce di abbandono usate a livello coercitivo.

Tratti distintivi: Insicurezza nell’esplorazione del mondo, convinzione di non essere amabile, incapacità di sopportare le separazioni prolungate, ansia dell’abbandono, sfiducia delle proprie capacità e fiducia delle capacità altrui.

In un secondo momento è stato individuato un quarto stile definito da Main e Salomon: Disorientato/disorganizzato . I ricercatori si sono, infatti, resi conto che alcuni bambini non rientravano in nessuno degli stili precedenti.

- STILE DISORIENTATO DISORGANIZZATO: Come è evidente dal nome di questo stile il bambino apparirà disorientato e disorganizzato. Nel momento della separazione manifesterà ansia, pianto, girare in tondo, buttarsi a terra, avrà comportamenti stereotipati o espressioni simili al trance. Nel momento del ricongiungimento il bambino avrà di nuovo uno stile disorganizzato andando verso la madre, ma girando il volto nell’altra direzione (come a volerne evitare lo sguardo).

Lo stile di attaccamento si sviluppa entro i primi 8 mesi di vita e si completa entro il secondo anno. Esso deriva dalla relazione che si crea con la figura di riferimento e influenzerà le relazioni con essa durante tutta l’infanzia. Diventerà poi la base dell’assetto personologico dell’adulto e influenzerà i rapporti e le relazioni futuri.

Secondo Bowlby un legame di attaccamento che si sviluppa in modo adeguato porterà ad uno sviluppo adeguato della personalità.

Per riagganciarci con l’articolo sull’educazione ad alto contatto vorrei nuovamente sottolineare quanto sia importanza dare attenzione alle richieste dei più piccoli in modo da farli diventare adulti sicuri e competenti. Essi non sono adulti in miniatura e non vedono il mondo come lo vediamo noi. Hanno bisogno della nostra vicinanza, del nostro calore, della nostra protezione.

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