Bullismo e Prosocialità

January 13, 2018

 

“Il bullismo è una forma di comportamento aggressivo nella quale qualcuno, intenzionalmente e ripetutamente, causa ad una altra persona danni e sofferenza. Il bullismo può manifestarsi sotto forma di contatto fisico, attacco verbale o altre forme impercettibili” (APA). Sovente i ragazzi vittime di bullismo non sanno neanche il motivo che provoca le ostilità nei loro confronti.

Esistono quindi varie forme di bullismo:

Verbale/Psicologico: prese in giro, nomignoli o soprannomi cattivi, insulti e minacce.

Fisico: ricevere pugni, calci, essere spesso immischiato in risse (in maniera involontaria), essere vittima di qualsiasi tipo di violenza fisica.

Di appropriazione: subire furti di cose o di denaro.

Sessuale: quando il bullo prova a baciare, spogliare o toccare senza il consenso la vittima.

Dall’avvento degli smartphones e di internet il bullismo psicologico si è in qualche modo ampliato, adesso le derisioni, le violenze psicologiche, gli insulti si sono estesi al web. Vengono creati gruppi apposta per deridere il compagno designato, pubblicati video su internet, attaccate le pagine facebook con insulti più o meno evidenti. Si parla di CYBER BULLISMO, che è una forma ancora più pericolosa del bullismo classico in quanto la vittima non ha più un posto sicuro dove rifugiarsi, non ha più una via di fuga e la pressione diventa costante.

Il bullismo non è sempre facile da individuare. Il bullo agisce spesso in modo subdolo e la vittima di bullismo non denuncia il bullo per paura di peggiorare la sua situazione o comunque per vergogna. Spesso, inoltre, queste forme di violenza vengono viste dagli adulti come forme di goliardia giovanile, come aspetti del tutto normali. Secondo uno studio di E. Debarbieux del 2011, però, un alunno del liceo su dieci è vittima di bullismo.

Un altro aspetto che favorisce il bullismo è il comportamento dei compagni. Esso può essere di spettatori passivi (non fanno nulla perché hanno paura di essere vittime a loro volta) o di spettatori attivi (incitano il bullo, partecipano alle violenze fisiche e agli insulti).

 

Conseguenze del bullismo:

Spesso il bullo non si rende neanche conto dell’entità dei problemi che crea alla vittima, ma i problemi sono numerosi e spesso gravi. I ragazzi vittime di bullismo tendono ad isolarsi, e rischiano anche di abbandonare la scuola per fuggire dai “carnefici”. Il fatto di essere vittima di violenze psicologiche e fisiche può abbassare fortemente l’autostima delle vittime e portarle a convincersi di essere ciò che dice il bullo. Di conseguenza questo porterà alla depressione e al rischio di suicidio.

Ma cosa porta il bullo a comportarsi in un determinato modo verso alcuni compagni?

Senza dubbio l’assenza di empatia e di prosocialità giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo degli atteggiamenti di bullismo. Un ragazzo che aiuta i compagni, che offre sostegno emotivo, che è curioso, che condivide i propri giochi sarà un ragazzo che molto probabilmente avrà successo a scuola e questo permetterà di contrastare l’aggressività ( Caprara, Barbaranelli, Pastorelli, Bandura e Zimbardo 2000). È stato dimostrato infatti che  il comportamento prosociale contrasta i comportamenti aggressivi e violenti nella transizione in adolescenza e quindi contrasta il bullismo e migliora le relazioni interpersonali.

Secondo uno studio italiano (Gini G., Albiero P, Benelli B, Altoè G. (2017) Does empathy predict adolescents' bullying and defending behavior?) bassi livelli di empatia sono associati alle condotte di bullismo e alti livelli di empatia, al contrario, sono associati all’aiuto delle vittime. Tale studio conferma quindi le relazioni esistenti tra empatia, prosocialità e comportamento aggressivo. Un altro studio, svolto questa volta in Africa, (McDade RS, King KA, Vidourek RA, Merianos AL (2017) Impact of Prosocial Behavioral Involvement on School Violence Perpetration Among African American Middle School and High School Students)  dimostra appunto la correlazione tra il comportamento prosociale e l’uso della violenza. I ragazzi con bassi livelli di prosocialità ( 52.8%) vengono coinvolti più spesso in situazioni di violenza. Entrambi gli studi dimostrano che tale correlazione è presente solo nel caso del sesso maschile.

 

Cosa fare per ridurre il bullismo:

 

- Favorire, sin dalla scuola elementare, un comportamento prosociale permetterà di contrastare futuri comportamenti di bullismo (McCarty S., Teie S., McCutchen J., Geller ES. (2016) Actively caring to prevent bullying in an elementary school: Prompting and rewarding prosocial behavior.)

- I bambini osservano sempre gli adulti. Osservando come si comportano i genitori e coloro che si occupano di loro i bambini imparano ad interpretare le proprie ed altrui emozioni e necessità. Gli adulti devono quindi cercare, a loro volta, di essere prosociali, di non essere violenti o aggressivi.

- L’ambiente famigliare in cui il bambino cresce è altrettanto importante. Se il bambino cresce in un ambiente in cui si dà importanza alle relazioni, all’ascolto delle necessità degli altri, ai loro sentimenti,  alla fiducia, all’aiuto reciproco sarà un bambino che svilupperà un senso di responsabilità sociale e di prosocialità.

- Per quanto riguarda l’uso delle nuove tecnologie è bene che i genitori insegnino un corretto uso di internet, smartphones, tablet ai loro figli.

 

 

Bibliografia:

- APA (American Psychological Association)

- Debarbieux E., Fotinos G. (2011) Violence et climat scolaire  dans les établissements du second degré en France.

- Caprara, G. V., Barbaranelli, C., Pastorelli, C., Bandura, A., & Zimbardo, P. G. (2000). Prosocial foundations of children's academic achievement. Psychological Science, 11, 302-306.

- Gini G., Albiero P, Benelli B, Altoè G. (2017) Does empathy predict adolescents' bullying and defending behavior?

- McDade RS, King KA, Vidourek RA, Merianos AL (2017) Impact of Prosocial Behavioral Involvement on School Violence Perpetration Among African American Middle School and High School Students

-  McCarty S., Teie S., McCutchen J., Geller ES. ( 2016) Actively caring to prevent bullying in an elementary school: Prompting and rewarding prosocial behavior.

 

 

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