I Capricci

December 15, 2017

 

In cosa consistono i capricci dei bambini? Come mai li mettono in atto? Come reagire?

 

 

Molto spesso si parla dei bambini come se fossero degli esseri indomabili da gestire. Esistono libri, articoli, trasmissioni televisive che elencano consigli e tecniche da usare per affrontare i capricci dei bambini. Come abbiamo già detto nell’articolo sui Terribili due, questi “capricci” spesso sono una fase di crescita o comunque hanno una loro funzione. Sovente sento dire che i bambini sono furbi, cattivi e che lo fanno perché vogliono fregare l’adulto.

In realtà dietro un banale capriccio possiamo osservare due livelli.

 

Un livello esplicito: Il bambino vuole comprare le bolle di sapone, la madre dice di no. Il bambino inizia a strillare, si butta a terra, piange ecc…

Il “capriccio” a livello esplicito in genere si scatena per futili motivi.

 

Un livello implicito: Spesso né il genitore né il bambino ne sono consapevoli, o se ne sono consapevoli lo sono a livello molto superficiale. Dietro questo livello si nasconde tutto un aspetto relazionale.

 

Dal punto di vista del bambino c’è la ricerca di una risposta ad una serie di quesiti:

 

- Bisogno di rassicurazione: Il bambino ha bisogno di sapere (verificare) che l’adulto è con lui, pensa e si occupa di lui. L’adulto potrebbe essere distratto da altri problemi e quindi involontariamente allontanarsi mentalmente o fisicamente dal bambino, potrebbe essere in arrivo un fratellino e quindi il bimbo ha bisogno di essere rassicurato, potrebbe percepire la tensione tra i genitori che si stanno separando.

 

- Verifica del potere che ha: Per potere si intende quando si riesce a far fare ad un individuo qualcosa che altrimenti non avrebbe fatto. Il bambino vuole sperimentare, mettersi alla prova, per capire come muoversi nel mondo circostante.

 

- Richiesta di fermezza: Il bambino ha bisogno di regole chiare, coerenti ed esplicite per orientarsi meglio e per trovare maggiore sicurezza. Questo permette al bambino di percepire intorno a sé un mondo in cui muoversi con fiducia e tranquillità. Regole poco chiare e flessibili infondo solo ansia ed insicurezza.

 

- Richiesta di autonomia: I bambini vorranno sperimentare la propria autonomia e le proprie capacità. Se ciò viene impedito del tutto cercheranno di obbligare l’adulto a fare qualcosa con i capricci e poi si dispereranno.

 

- Bisogno di riconoscimento: Attraverso i capricci i bambini implicitamente chiedono di essere riconosciuti come soggetti. Richiedono che venga riconosciuto il valore dei loro pensieri, dei loro sentimenti, dei loro desideri e del loro volere.

 

È difficile che tra genitore e bambino che mette in atto un capriccio si riesca ad arrivare ad un accordo sul piano relazionale (sul piano più importante, quello implicito). In genere la situazione si mantiene sul piano dell’esplicito e questo alla fine creerà in entrambi rabbia e frustrazione. È quindi importante cercare di cogliere il piano implicito, cercare di capire il motivo reale del capriccio.

Spesso il problema è che i genitori si trovano in imbarazzo e hanno paura del giudizio degli altri. Inoltre gli adulti di oggi si trovano spiazzati ed incapaci di reagire di fronte ai capricci in quanto potrebbero avere delle difficoltà ad esercitare l’autorità. Il problema è che ad essere troppo permissivi si rischia di cadere nell’eccesso opposto.

 

Ecco qualche consiglio su come comportarsi:

 

- Non bisogna avere un rapporto alla pari. Ci devono essere delle regole che non sono modificabili e non bisogna spiegarle o giustificarle.

 

- Stabilire dei confini. I bimbi hanno bisogno di confini per fortificarsi all’interno di piccoli spazi che andranno allargandosi man mano.

 

- Non tentare di convincere. Se il bambino “ruba” un gioco ad un altro bambino siamo noi a doverlo restituire perché nel momento in cui alla nostra richiesta di restituirlo il bambino punterà i piedi e non vorrà farlo sarà inutile tentare di convincerlo. Magari in un momento di tranquillità possiamo spiegare la differenza tra mio e tuo.

- No alle indecisioni: Non bisogna tornare sui propri passi, una regola è una regola e va rispettata.

 

- Se siete a casa e il bambino, dopo un “no”, inizia a gridare, buttarsi a terra ecc… l’ideale è ignorarlo. Se invece siete fuori casa cercate di contenerlo con un atteggiamento fermo (è inutile agitarsi, strillare e magari dare una sculacciata) portarlo in un luogo più tranquillo per farlo calmare.

 

Bisogna anche fare attenzione a non considerare tutto come un capriccio, i bambini potrebbero usare questa forma estrema per segnalare un malessere (potrebbe pensare di non poter essere capito, o aiutato, o magari si vergogna). L’ansia potrebbe essere dovuta ad un pericolo (bullismo a scuola) o alla paura di essere umiliato (dover recitare una poesia davanti a tutti e vergognarsi).

In questi casi bisogna far capire al bambino che ci siamo, che siamo dalla sua parte e che lo capiamo.

 

 

 

 

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